venerdì 7 febbraio 2014

IMMOBILISMO PARLAMENTARE


E’ da ormai qualche tempo che il Parlamento italiano, tutto, sta fornendo ancora una volta un’immagine triste e grottesca a chi ci guarda, a metà strada tra l’attonito e il divertito, dall’estero.
Il luogo, che dovrebbe essere fulcro del dibattito politico tra i vari schieramenti sulle riforme necessarie al nostro Paese per cercare di ripartire superando la crisi  ancora gravissima, è stato trasformato in una sorta di teatrino di Pulcinella, con scaramucce tra parlamentari degne di una classe di scuola media.
Pur considerando grave e inadeguato la decisione della maggioranza di far votare in maniera congiunta due provvedimenti distinti come l’abolizione della seconda rata IMU e il regalo di circa 7 miliardi e mezzo alle banche da parte del Governo, e definendo quantomeno improprio l’utilizzo della cd. “tagliola” da parte del Presidente della Camera (che ha zittito a tutti gli effetti le opposizioni), osservare la Camera dei Deputati ridotta alla pari di una delle peggiori e scalmanate curve da stadio, con striscioni e slogan, dove sono volati addirittura schiaffi è davvero avvilente.
Ciò ovviamente senza considerare la continua esibizione di cartelli o, addirittura, lo sventolio di manette da parte di qualche deputato in cerca dei famigerati “quindici minuti di notorietà”.
Ma ancora più preoccupante è constatare come il nostro Parlamento sia ormai esautorato della sua prerogativa di legiferare e limitato esclusivamente a dare valutazioni ai diversi decreti legge adottati dal Governo senza alcuna discussione.
La funzione del Parlamento deve tornare ad essere quella di luogo di confronto e sede istituzionale in cui discutere di proposte di legge che favoriscano misure utili a tutta la popolazione.
Un Parlamento che non fa proposte e che non è sede di confronto, ma che si limita ad approvare o respingere provvedimenti presi dal Governo, in grado di produrre solo le scenette alle quali ormai quasi quotidianamente assistiamo è vergognoso, e di questo ne sono responsabili tutte le forze politiche presenti all’interno dello stesso ed i loro rispettivi leader esterni.
E mentre all’estero ridono osservando con sprezzo la bagarre della pseudo-democrazia italiana, la gente comune continua a sprofondare nel baratro della crisi con tassi di disoccupazione che ormai continuano a schizzare verso le stelle.


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