E’ da ormai qualche tempo che il
Parlamento italiano, tutto, sta fornendo ancora una volta un’immagine triste e
grottesca a chi ci guarda, a metà strada tra l’attonito e il divertito,
dall’estero.
Il luogo, che dovrebbe essere fulcro
del dibattito politico tra i vari schieramenti sulle riforme necessarie al
nostro Paese per cercare di ripartire superando la crisi ancora gravissima, è stato trasformato in una
sorta di teatrino di Pulcinella, con scaramucce tra parlamentari degne di una
classe di scuola media.
Pur considerando grave e
inadeguato la decisione della maggioranza di far votare in maniera congiunta
due provvedimenti distinti come l’abolizione della seconda rata IMU e il regalo
di circa 7 miliardi e mezzo alle banche da parte del Governo, e definendo
quantomeno improprio l’utilizzo della cd. “tagliola” da parte del Presidente
della Camera (che ha zittito a tutti gli effetti le opposizioni), osservare la
Camera dei Deputati ridotta alla pari di una delle peggiori e scalmanate curve
da stadio, con striscioni e slogan, dove sono volati addirittura schiaffi è davvero
avvilente.
Ciò ovviamente senza considerare
la continua esibizione di cartelli o, addirittura, lo sventolio di manette da
parte di qualche deputato in cerca dei famigerati “quindici minuti di
notorietà”.
Ma ancora più preoccupante è
constatare come il nostro Parlamento sia ormai esautorato della sua prerogativa
di legiferare e limitato esclusivamente a dare valutazioni ai diversi decreti
legge adottati dal Governo senza alcuna discussione.
La funzione del Parlamento deve
tornare ad essere quella di luogo di confronto e sede istituzionale in cui
discutere di proposte di legge che favoriscano misure utili a tutta la
popolazione.
Un Parlamento che non fa proposte
e che non è sede di confronto, ma che si limita ad approvare o respingere
provvedimenti presi dal Governo, in grado di produrre solo le scenette alle
quali ormai quasi quotidianamente assistiamo è vergognoso, e di questo ne sono
responsabili tutte le forze politiche presenti all’interno dello stesso ed i loro
rispettivi leader esterni.
E mentre all’estero ridono
osservando con sprezzo la bagarre della pseudo-democrazia italiana, la gente
comune continua a sprofondare nel baratro della crisi con tassi di disoccupazione
che ormai continuano a schizzare verso le stelle.

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